lunedì 18 dicembre 2006

Considerazioni sul seminario di Parma.


L’esperienza del convegno presso l’ospitale Convitto Nazionale “Maria Luigia” di Parma è stato interessante e ricca di risvolti umani e professionali. Sono due le motivazioni che mi hanno spinto ad accettare l’invito da parte del prof. Chiaravalloti. La prima è stata la partecipazione ad uno scambio internazionale tra la mia classe e una scuola elementare tedesca: è stato molto “europeizzante” vedere nel concreto i futuri cittadini europei interagire positivamente tra loro e confrontarsi con colleghi stranieri su realtà educative , strutture, programmi, profili professionali ed economici diversi. Mi ha fatto cogliere la realtà de “l’educazione alla cittadinanza europea” e la concretezza delle esperienze favorisce la ricerca, la motivazione e trovare nuove strategie e, soprattutto, nuove energie. La seconda è il desiderio di conoscere meglio la realtà della figura dell’educatore, ma vista, vissuta e descritta dal di dentro, degli educatori stessi. Questo perché nel nostro Convitto, come in quelli che ho conosciuto in quei giorni intensi, emergono spesso dinamiche problematiche tra docenti e figure educative: rivalità, ambiguità di ruoli o insicurezza sugli stessi, mancanza di vera comunicazione e di reale collaborazione. Durante i lavori, nei momenti di pausa, ho potuto scambiare opinioni, suggerimenti, progetti fra persone molto motivate e obiettive verso le difficoltà professionali legate alle relazioni non solo secondo il “clichè” oppositivo docente – educatore, ma anche all’interno della propria categoria professionale. Questo a mio avviso è una devianza propria della Pubblica Amministrazione, poco meritocratica, ma nell’ambito educativo chi ne fa le spese maggiori della nostra insoddisfazione sono i nostri ragazzi e questo dovrebbe far riflettere tutti. Durante le relazioni, alla luce dell’iniziativa del sito web dell’associazione ANIES, degli elaborati propositivi dei gruppi di lavoro (primo fra tutti quello relativo all’arte e allo sport e il concorso di poesia) e dal concreto buonsenso di conoscere ed apprendere le “buone abitudini” delle diverse realtà convittuali, ho sentito molto reali e concretizzabili le reti di scuola e di autonomia. La realtà “convitto” è numericamente ampia, varia e propositiva, anche nelle diverse realtà, dalle eccellenze all’esigenza di rispondere a necessità e bisogni educativi più complessi ed essenziali: sfruttiamola appieno. Siamo una realtà unica con risorse uniche: promuoviamoci fra noi, conosciamoci e “uniamoci” reciprocamente. L’iniziativa, un progetto che ha dato risultati positivi vanno condivisi all’interno del proprio Convitto (attraverso il POF e le commissioni verticali) e messi a disposizione degli altri: non è un promuovere “come siamo bravi”, ma mettere in comunione esperienze, suggerimenti; a volte possono essere la scintilla per altro, come far vedere nuove risorse sul proprio territorio. Un esempio. Non ricordo di quale Convitto, ma uno dei Rettori intervenuti citava come non avesse immaginato accattivante il progetto di un educatore che voleva portare i ragazzi a visitare le Istituzioni parlamentari di Roma : il progetto ha poi avuto una ricaduta tale da essere riproposto. A me che, in V elementare dovrei svolgere l’aspetto amministrativo, si sono accese le lampadine: portare i ragazzi nlle aule del Comune, della Provincia e della Regione per avvicinarsi alla realtà civica e poi un tuffo nella storia, con il primo Parlamento italiano presso Palazzo Carignano, tutte realtà note, ma che solo in quel momento ho visualizzato nell’ambito della mia programmazione. Per quanto riguarda i rapporti docente – educatore e fra educatori motivati – educatori statici, qualche considerazione da prendere con il beneficio del dubbio, dell’inesperienza o del troppo entusiasmo. Lavoriamo sul domani: condivido quanto detto dai colleghi nei dibattiti. Non aspettiamo di avere tutti in sintonia con noi, non si partirebbe mai. Iniziamo, dimostriamo che un rapporto professionale paritario, senza invasioni di ambiti, interattivo e con interventi coordinati, finalizzati all’educazione integrale della persona in divenire è reale, proficuo e soddisfacente per tutti i protagonisti del processo formativo. Qualcuno seguirà perché la strada è avviata, per provare o per evitare scomodi confronti tra chi fa e chi non fa, ma non pretendiamo l’impossibile: accettiamo da noi e dagli altri quanto si può dare. C’è chi darà il 100%, chi il 10% perché è ciò che riesce a dare, c’è chi si limiterà a non agire contro : anche questo è un risultato! Ai motivati quanto costerà? Tanto tempo, energie, scoraggiamento e mal di fegato, ma se si riesce ad avviare questa spirale positiva, le ricchezze per chi crescerà attraverso il nostro esempio saranno enormi: collaborazione, lavoro di gruppo, cooperazione non sono punti di forza richiesti dalla futura cittadinanza europea? Allora usiamo il sito e i contatti interpersonali che si sono stretti in quei giorni, saranno un’ottima occasione di “ricarica” e di confronto anche come strategie. Altra considerazione: l’educatore come figura professionale nella realtà scolastica non è nota ai più. Chi come me arriva presso un Convitto per trasferimento presso una scuola annessa, non sempre sa che cos’è un Convitto e come funziona. Quando arrivi ti viene affidata una classe e il tuo ambito disciplinare, poi ti presentano il team delle altre aree e poi questo collega che lavorerà con te. Chi è? Cosa farà? Quando?... Come ho già detto durante il convegno, io sono stata fortunata perché il mio approccio è avvenuto con due persone professionalmente motivate con cui si è instaurato un rapporto empatico: in una professione dove le relazioni interpersonali a più livelli sono la struttura portante dei nostri interventi non è poco. Se però è vero che, come insegniamo ai nostri ragazzi, non si può essere simpatici a tutti: è pur vero che la professionalità deve emergere comunque: facciamo conoscerla partendo, anche condividendo con altri docenti l’esperienza del prossimo convegno, dove spero di poter tornare per rinnovare le relazioni iniziate nelle giornate parmensi. Ringraziando ancora per l’invito e per la possibilità datami di partecipare, porgo i miei saluti e auguri a tutti i colleghi, con l’augurio di ritrovarci e rinnovare i nostri propositi.

Torino, 30/11/’06

Flora C. Morando
Docente Scuola Primaria
Convitto Nazionale “Umberto I” - Torino

NEWS L’1 dicembre u.s., il progetto “Scuola – Arte e Sport” è stato ufficialmente presentato ai Rettori presenti al “Foscarini” di Venezia per il loro annuale seminario. I 25 Rettori (o loro delegati) hanno accolto favorevolmente l’iniziativa, facendo comunque notare il notevole sforzo economico che le singole Amministrazioni devono affrontare per poter assolvere all’impegno: si aspettano perciò notizie più chiare su eventuali finanziamenti ministeriali. Per quanto riguarda l’impostazione del progetto, è stato chiesto di apportare alcune modifiche ( dare un altro nome al progetto, teatro in lingua, anticipo dello svolgimento della manifestazione, introduzione di un esperto – traduttore per i sordomuti, ecc.) che saranno vagliate attentamente dal comitato organizzatore, prima della stesura definitiva del progetto che sarà inviato a tutte le Istituzioni Educative.

F. Ch.

sabato 2 dicembre 2006

Convegno di Parma. Relazioni conclusive


Il convegno di Parma - Relazioni conclusive
2/12/06

Le relazioni finali dei gruppi di lavoro.
VERBALE GRUPPO N° 4
Progetto Scuola Arte Sport (Convittiadi)
Oggi 24 novembre 2006 alle ore 16,00 si è riunito il gruppo di lavoro n° 4 per discutere ed integrare la nuova stesura del progetto Scuola Arte Sport, seguendo il seguente O.d.G.:
1) illustrazione del piano attuativo del nuovo progetto;
2) possibili integrazioni;
3) varie ed eventuali.
Sono presenti:
1) Arnese Lucia, Montagnana
2) Capone Lorena, Verona
3) Chiaravalloti Francesco, Torino
4) Ciaffoni Walter, Teramo
5) Cocozzello Antonio, Longone
6) Di Gioia Eugenio, Lucera
7) Fantacchiotti Silvia, Arezzo
8) Gennaro Giuseppe, Teramo
9) Muto Giuseppe, Cosenza
10)Percudani Giuseppe, Parma
11)Pormile Pasquale, Avellino
12)Santoro Rocco, Potenza
13)Scoyni Giancarlo, Cividale
14)Tanania Biagio, Palermo
Assume il coordinamento del gruppo l’Educatore Giancarlo Scoyni e funge da segretario verbalizzante l’Educatore Giuseppe Muto.
Al primo punto dell’O.d.G. il Coordinatore, illustrata nei dettagli la proposta di Progetto e citati nello specifico tutti i contenuti operativi, apre il dibattito sui temi in discussione.
Vengono esaminate le problematiche relative a:
1) Tempi di attuazione;
2) Modalità e tempi di iscrizione;
3) Categorie partecipanti;
4) Discipline in programma;
5) Modalità svolgimento delle competizioni;
6) Calendarizzazione attività;
7) Documentazione.
Al secondo punto all’O.d.G., dopo vari interventi su ognuno dei suddetti argomenti, si convengono le seguenti integrazioni:
1) Tempi di attuazione: in linea di massima il periodo incontra i favori di tutti i presenti; tuttavia per agevolare le scadenze di fine anno scolastico si richiederà al Centro che ospiterà la manifestazione, la possibilità di anticipare di una o due settimane.
2) Modalità e tempi di iscrizione: rimangono invariati i tempi così come illustrati nella bozza di progetto.
3) Categorie partecipanti. Si conviene di coinvolgere le seguenti due categorie di alunni: Studenti regolarmente iscritti al Convitto o alle sue scuole interne, appartenenti ad un doppio biennio di età (Prima e Seconda Media, Prima e Seconda Superiore).
4) Discipline in programma: Calcio a 5, Volley Femminile, Basket, Nuoto, Beach Volley maschile, Scacchi, Teatro e Fotografia. Per quanto riguarda la disciplina dell’Orienteering, considerata la sua scarsa conoscenza, viene stabilito di rappresentarla a livello dimostrativo da parte dei Convitti che già la praticano. Per quanto riguarda le attività artistiche (Teatro e Fotografia), viene adottata una diversa tipologia di partecipazione, ovvero a gruppo misto senza limitazione di età (Medie e Superiori).
5) Modalità di svolgimento delle competizioni e calendarizzazione attività: verranno stabilite nel corso di una riunione operativa in programma entro la fine di marzo 2007. A tale riunione parteciperanno i referenti individuati all’interno di ogni Istituzione Educativa.
6) Documentazione: ogni delegazione partecipante individuerà un gruppo di allievi a cui affidare il compito di partecipare ai lavori dell’ufficio stampa che documenterà gli avvenimenti delle singole giornate di attività attraverso comunicati quotidiani e materiale video-fotografico.
7) Logo mascotte: viene rinnovata la precedente scadenza del 15 novembre per la presentazione dei bozzetti. La nuova scadenza è fissata improrogabilmente entro il 31 gennaio 2007.
Nelle varie si propone quanto segue:
1) Richiesta al Presidente dell’ANIES di divulgare a mezzo circolare i contenuti del nuovo progetto a tutte le Istituzioni Educative del territorio e di stimolarne il massimo coinvolgimento possibile.
2) È prevista la partecipazione al Progetto anche delle delegazioni appartenenti agli Istituti Educativi per Sordomuti.
3) La stesura definitiva del Progetto sarà inviata all’Associazione e conseguentemente pubblicata in tempi brevi sul sito (www.anies.it).
RELAZIONE GRUPPO 2
“Da cittadini europei a cittadini del mondo : la globalizzazione di una nuova coscienza pluralista aperta ad altre culture”
Moderatore : Marcello Ferrari
Segretario verbalizzante : Carmela Paolisso
Componenti : Ballarò Francesca (Sondrio), Cagno Monica (Ed. Milano), Cocozzello Giovanni (Parma), Di Gioia Eugenio (Lucera), Fenu Mario (Sassari), Ferrari Marcello (Venezia), Fittipaldi Fernanda (Firenze), Milazzo Francesca (Sord. Torino), Palladino Antonio (Avellino), Paolisso Carmela (Verona), Pisano Marco (Cagliari), Scarpa Franco (Torino), Telesca Gerardo (Potenza), Teti Franco (Napoli), Zanceretti Franca (Montagnana)
Il gruppo di lavoro si è confrontato sulle seguenti domande :
a) Perché attuare la conoscenza di culture diverse e in che modo?
b) Quale potrebbe essere la ricaduta sulle Istituzioni educative e sulla società?
Il problema principale che emerge dalla diverse esperienze riportate è la difficoltà iniziale a comunicare e a comprendere culture straniere : difficoltà che peraltro non riguardano solo il rapporto con studenti di altra nazionalità, ma anche studenti italiani provenienti da regioni diverse.
Il dibattito ci ha portati ad individuare due diverse posizioni riassumibili in questi termini:
1 – E’ possibile accogliere studenti stranieri senza aver prima superato difficoltà interne e se il personale coinvolto non possiede la giusta formazione e una sensibilità particolare a operare all’interno di questo contesto? Forse sarebbe più realistico percorrere un cammino graduale, per esempio effettuando scambi con realtà convittuali presenti sul territorio.
2 – La seconda posizione, forse un po’ teorica parte dal presupposto che l’incontro con l’altro, italiano o straniero, esige comunque un’apertura che spinga a mettersi in gioco quotidianamente. Non è necessario che l’allievo provenga da un paese diverso dal proprio perché si attui una strategia interculturale. Di fatto ogni giorno siamo già e da sempre aperti ad un confronto con la diversità.
Un altro punto su cui il gruppo si è soffermato riguarda i requisiti che le strutture convittuali devono possedere per poter realizzare progetti multiculturali. Fermo restando che devono poter essere garantite ad ogni studente strutture adeguate e funzionali alle diverse attività e la presenza di personale qualificato, è senza dubbio necessario che progetti di accoglienza di alunni stranieri comportino un ulteriore adeguamento e una formazione specifica del personale.
Risulta indispensabile approfondire non solo la conoscenza della lingua, ma anche della cultura del paese di provenienza degli alunni ospitati nonché una capacità di collaborazione e di gestione rivolta alla soluzione di problemi pratici: es., permessi di soggiorno, comunicazioni con le famiglie e con le scuole di provenienza.
Il tema del passaggio da una dimensione europea a una dimensione extra europea a cui richiama il coordinatore, innesca un ulteriore dibattito in quanto, come sottolineano alcuni colleghi, esiste ancora per molti di noi una difficoltà a sentirsi cittadini europei-
Ciò nonostante, l’apertura verso una dimensione internazionale è ormai un’esigenza improrogabile che rende necessaria una riqualifica delle Istituzioni educative in questa direzione.
L’obiettivo, come sottolineato dalle colleghe di Verona e Milano, è quello di trasformare e presentare alle famiglie e alla società i convitti e gli educandati come veri e propri laboratori interculturali nei quali gli alunni hanno la possibilità di sperimentare la multiculturalità e nei quali, come sottolineato nelle relazioni precedenti, l’apprendimento delle lingue straniere e il confronto fra culture risulta facilitato grazie a un’esperienza quotidiana di vita comunitaria.
RELAZIONE GRUPPO 1
“A scuola di cittadinanza europea”
Moderatore : Giacomo Stanghellini (Torino)
Segretario verbalizzante : Filomena Pasquariello
Componenti : Barbiero Giovanni (Verona), Cecchin Annalisa (Venezia), Ciavirella Luciano (Lucera), Di Peppe Antonio (Chieti), Donat Stefano (Cividale), Faraone Maria (Ed. Palermo), Goresi Marco (Aosta), Pasquariello Filomena (Sord. Torino), Pistidda Maria Teresa (Firenze), Santagati Luciano (Arezzo), Solomita Mario (Conv. Milano), Stanghellini Giacomo (Torino), Uleri Grazia (Sassari), Volante Tiziana (Udine)
Premessa
Dalla nostra esperienza emerge che gran parte dei giovani non ha coscienza di essere all’interno di una comunità europea ma piuttosto di sentirsi parte del “global village”.
La forza di internet è maggiore di qualsiasi comunicazione che passa attraverso ogni istituzione scolastica ed educativa. Manca inoltre la conoscenza delle Istituzioni europee (il Parlamento e le sue funzioni), della relativa Costituzione e dei principali atti prodotti relativi all’istruzione (documento di Lisbona e Sofia). Per ovviare a tale mancanza è opportuno pensare all’utilizzo della multimedialità finalizzata a tale scopo, a visite al Parlamento europeo, a scambi e stages all’estero.
Inoltre, gli educatori assieme ai docenti di aree giuridiche, linguistiche e culturali possono progettare dei percorsi educativi mirati all’acquisizione di una consapevolezza di una cultura europea.
Più semplicemente, insegnare ai ragazzi ad essere cittadini europei è educare a “stare insieme”.
D’altro canto nel corso della discussione tra i componenti del nostro gruppo è emerso che esistono differenti realtà all’interno delle Istituzioni educative del Paese che spaziano dalle situazioni di eccellenza ad altre che ancora richiedono interventi educativi di base, come ad esempio la nozione di ordine ed igiene personale sino a situazioni di mancanza di valori etici e civili.
Dalla relazione del Rettore Franco abbiamo individuato due ambiti di discussione e di riflessione: il primo più teorico ed ideale sull’Europa e sul concetto di cittadinanza, il secondo più concreto ed applicativo che riguarda il nostro agire quotidiano.
Il gruppo si è interrogato su come unire questi due aspetti. La soluzione a questa apparente discordanza risiede nell’interpretazione in senso lato del concetto di cittadinanza europea.
Cosa significa essere cittadini europei?
Significa stare insieme tra diverse culture e mentalità con una condivisione di valori universali.
Riteniamo le Istituzioni educative, perché istituti comprensivi al cui interno operano figure diverse e peculiari come quella dell’educatore, luogo ideale per tradizione, cultura e storia (essendo da oltre cento anni abituati ad ospitare le più eterogenee realtà sociali), a fornire un contributo fondamentale alla realizzazione di tale convivenza.
Cosa significa, in concreto, realizzare questa convivenza e come?
Il Rettore Franco ci ha fornito alcune indicazioni pedagogiche :
ϖ Valorizzazione delle competenze trasversali
ϖ Acquisizione di un metodo di studio obbligatorio
ϖ Stimolare la capacità critica
ϖ Incoraggiare l’ordine e la disciplina personale
ϖ Sostegno all’autonomia
ϖ Monitoraggio ed incoraggiamento
ϖ Valorizzazione delle diversità
Questi pensiamo essere gli obiettivi minimi per favorire la convivenza in una comunità educativa. A fronte di questi obiettivi per l’utenza, anche noi educatori dobbiamo acquisire – tramite corsi di formazione – delle competenze essenziali e condivise come per esempio:
1) Metodo di studio
2) Motivazione e rimotivazione allo studio
3) Flessibilità di pensiero
4) Competenze informatiche
5) Gestione delle dinamiche di gruppo
6) Comunicazione efficace
Inoltre, una maggiore informazione tra le realtà convittuali attraverso incontri, scambi di servizio tra educatori al fine di conoscere le diverse realtà, l’uso del sito internet ANIES (compresa la realizzazione di un forum) unitamente a un calibrato e continuo aggiornamento del personale educativo omogeneo dal punto di vista dei contenuti, possono, a nostro avviso, iniziare a creare le basi per formare degli educatori preparati a trasmettere una cultura di convivenza europea.
GRUPPO DI LAVORO 3
Formazione di una coscienza europea tra il personale educativo
Moderatore Cazzanti Roberto (Udine)
Segretario verbalizzante Cromaz Giorgio (Cividale del Friuli)
Componenti: Carbone Rosalba (Reggio Calabria), Carfizzi Giuseppe (Napoli), Cazzanti Roberto (Udine), Coppola Paola (Parma), Cromaz Giorgio (Cividale del Friuli), Del Campo Teresa (Ed. Milano), Iannaccari Teresa (Catanzaro), L’Episcopo Andrea, (Palermo “Falcone), Madonia (Palermo “Maria Adelaide”), Medici Alessandra (Napoli), Morando Flora (Torino), Pazienza Vincenzo (Lucera), Perla Domenico (Sordomuti, Roma), Scherma Stefano (Aosta), Siragusa Anna (Montagnana).
Per poter educare i giovani ad una coscienza europea, il personale educativo deve prima educare se stesso, anche visitando i siti e le letture che alcuni educatori del gruppo di lavoro hanno suggerito.
http://www.anies.it (sito ufficiale dell’Associazione Nazionale degli Istituti Educativi)
http://www.pubblica.istruzione.it/buongiorno europa/index.shtml (iniziative programmi e azioni italiane e comunitarie)
http://europa.eu/index ns it.htm (portale dell’Unione europea)
http://europa.eu/pol/educ/index.it htm (attività dell’Unione europea)
http://europa.eu.int/jouta (possibilità di scambi per ragazzi)
- Amatucci. Augenti, Matarazzo, Lo spazio europeo dell’educazione, Edizioni Anicia
- Padoa Schioppa Tommaso, Europa forza gentile, Edizioni Il Mulino, Bologna 2001
- Centro Studi di Politica internazionale di Roma (a c.), Diventare europei, indicazioni di percorso per i giovani cittadini, Edizioni di Comunità, Roma 1999
- OCSE (a c.), Apprendere a tutte le età: le politiche educative e formative per il XXI secolo, Edizioni Armando, Roma 1997
- Come si è stretto il mondo L’educazione interculturale in Italia e in Europa, Edizioni Armando, Roma 1999.
Per formare una coscienza europea tra il personale educativo i partecipanti al corso di formazione, si impongono a farsi promotori e a sensibilizzare i colleghi all’interno della propria istituzione riguardo alle tematiche trattate nel seguente modo:
ϖ indirizzando la formazione e l’aggiornamento dei colleghi, utilizzando metodologie ricercatorie che possano tradursi in pratiche educative (concetti di formazione e ricerca previsti dalla riforma dell’autonomia scolastica)
ϖ proponendo l’istituzione di commissioni di studio che possano dare un apporto alla progettazione dell’Istituto con particolare cura per le classi della scuola primaria
ϖ dove vi è la presenza di alunni stranieri proponendo l’individuazione di Funzioni Strumentali e commissioni di studio che attivino progetti trasversali atti a far conoscere ed a valorizzare le diversità (es., differenti calendari, differenti festività, differenti tradizioni). Nella scuola primaria portare le esperienze pratiche risulta più coinvolgente e meno astratto
ϖ gruppi di lavoro che prevedano anche la presenza degli alunni stranieri che con le loro testimonianze dirette possano far conoscere la loro storia e cultura, passare quindi dall’esperienze di laboratori diventando così un ambiente di apprendimento aperto a tutte le culture e dimostrando un ruolo propositivo rispetto alle sollecitazioni che provengono dal mondo dei giovani e dagli altri contesti che contribuiscono alla crescita personale e sociale (Risoluzione del Consiglio dei Ministri dell’U.E., novembre 2001)
ϖ nell’ambito della progettazione si potrebbe prevedere un gemellaggio tra due o più Convitti che si ponga come obiettivo la sensibilizzazione dei ragazzi rispetto ad una problematica (l’ambiente, la vivibilità delle città, la pulizia della città) utilizzando lo stesso metodo che permetta di fornire una identica chiave di lettura di concetti come ambiente e pulizia. Primo passaggio attraverso attività formali/non formali verso un comune obiettivo d’interpretare in modo unitario l’essere cittadino europeo che le istituzioni educative devono porsi
ϖ il contributo e la partecipazione di ogni educatore è spesso differente ma comunque bisogna far tesoro della disponibilità e delle risorse (anche un rifiuto o una scarsa disponibilità non deve essere interpretato negativamente ma servire da stimolo per un differente approccio sia al progetto, sia al collega)
ϖ argomentare al personale docente ed educativo che attraverso la progettazione trasversale l’impegno e i risultati assumono maggiore visibilità in istituto e all’esterno, primo passo per una maggiore coscienza e conoscenza, per attivare ad un obiettivo comune evitando il confronto/scontro.
Nel gruppo di lavoro si è giunti alla conclusione che anche attraverso gli strumenti sopra elencati il personale educativo può acquisire alcune conoscenze sul tema della formazione di una coscienza europea, ma queste devono essere necessariamente adattate alle realtà specifiche in cui si opera per potersi tradurre in competenze spendibili.
Non ci possono essere soluzioni valide per tutte le occasioni: il compito dell’educatore non è propriamente quello di raccogliere i frutti del proprio operato, ma spendersi per una buona semina.

Si riparte da Parma


Il seminario di formazione del Personale Educativo che si è svolto a Parma, dal 23 al 25 novembre, ha rappresentato – nella sia pur breve storia dei nostri annuali appuntamenti – un momento davvero importante di confronto costruttivo destinato a lasciare un tangibile segno nella vita delle nostre Istituzioni Educative. E’ stato anche l’occasione per confrontare la validità della nostra variegata offerta formativa e verificare le opportunità tese a far crescere il consenso intorno a noi e puntare a risultati sempre più positivi.

Nel confronto tra gli educatori presenti ( in tutto 62, rappresentanti di 29 Istituzioni Educative) si è avuta la consapevolezza che le nostre Istituzioni, ampliando i propri orizzonti ed adeguandosi ai nuovi bisogni di una scuola in trasformazione e di una società in continua evoluzione, sono proiettate verso un futuro che ci deve vedere protagonisti, sempre pronti a rappresentare un preciso punto di riferimento per i nostri giovani interlocutori e soddisfare le loro sempre più crescenti esigenze. In particolare, in questi ultimi quattro anni – grazie all’ANIES – abbiamo cercato di valorizzare il nostro impegno professionale, rinnovando e riqualificando in modo concreto e visibile la nostra funzione educativa, adeguandola all’acquisizione di una coscienza europea da trasmettere ai nostri ragazzi. La presenza al nostro seminario di 11 Rettori - Dirigenti scolastici, nostri diretti interlocutori, ci ha fatto sentire concreto il loro assenso sempre più crescente verso il nostro impegno quotidiano ed ha rappresentato per noi un’ottima premessa per puntare a risultati sempre più in linea con le nuove esigenze, rappresentate da una frequenza sempre più eterogenea dei nostri Convitti ed Educandati. Anche con i docenti avremmo voluto incontrarci ed avviare un dialogo costruttivo, facendo loro conoscere il nostro modo di operare, ma al nostro invito di partecipare al seminario ha risposto solo una docente della scuola primaria che ha avuto nei nostri confronti parole di sostegno, riconoscendo l’impegno e l’alta funzione educativa da noi svolta. A questa loro insensibilità noi non ci arrendiamo; sentiamo che è una battaglia difficile, ma siamo in grado di combatterla, perché convinti che dall’integrazione docenti – educatori derivi il successo dell’offerta formativa.

Ciò premesso, nei tre giorni di intenso lavoro si è creato tra tutti i partecipanti un clima di solidale familiarità e di sostegno con quanti di noi – purtroppo – vivono ancora difficili situazioni di visibilità e di integrazione, impegnandoci ad offrire loro il nostro aiuto, non solo a parole. Il favorevole clima instauratosi tra di noi, ha permesso di seguire con molta attenzione e partecipazione le relazioni di grande spessore svolte dai Rettori Franco, Fiano e Teggi, cui sono seguiti i lavori dei tre gruppi : uno spazio da alcuni colleghi ritenuto forse limitato, ma che comunque ha dato buoni risultati come si può evincere dalle relazioni di seguito riportate.

Un quarto gruppo di lavoro è stato riservato al progetto “Scuola – Arte – Sport” : ne è stata rivisitata l’impostazione generale e, a giorni, la redazione definitiva sarà presentata all’assise dei Rettori che si terrà a Venezia e quindi pubblicata sul sito. Gli atti completi del seminario saranno pubblicati quanto prima su un CD che sarà inviato a tutti i partecipanti, con la speranza che venga divulgato tra tutti i colleghi e diffuso fra quanti sono ancora scettici sul nostro operato.

E concludo questo mio breve scritto, ringraziando ancora una volta il Rettore Margherita, il collega Nicosia e quanti hanno reso possibile la buona riuscita del seminario. Un particolare ringraziamento va a tutti i colleghi che, con la loro partecipazione, profondendo passione e professionalità, sono stati i veri artefici di tre giorni vissuti intensamente.

Grazie!

Francesco Chiaravalloti
Torino, novembre 2006

martedì 21 novembre 2006

Convegno Anies a Venezia per i Dirigenti


“Le Istituzioni Educative e il rinnovamento del Sistema Formativo” è il titolo del convegno che riunirà i Dirigenti delle Istituzioni Educative al Convitto Nazionale “Marco Foscarini “ di Venezia il 1° e il 2 dicembre 2006.
Nel programma è previsto l’intervento di Francesco Chiaravalloti in relazione al progetto Scuola - Arte - Sport che l’associazione sostiene fattivamente e che la redazione del sito ha pubblicato.

L'Anies in America


L'ANIES sarà presente ai lavori della Conferenza dell'Association of Boarding Schools degli USA a Washington dal 30 novembre al 3 dicembre 2006. Questa associazione è il corrispettivo negli Stati Uniti dell’ANIES e vanta numerosi collegamenti internazionali con altre realtà importanti come quella canadese.

Notizie sull'evento si possono avere visitando il sito all'indirizzo: http://www.schools.com/conference/2006/exhibitors.html

Colgo l’occasione per comunicare la decisione dell'USR Liguria di non attuare la determinazione della Regione Liguria in tema di dimensionamenti, soprattutto a seguito del ricorso al TAR per invalidare le proposte di Provincia e Regione in tema di soppressione delle scuole annesse e loro accorpamento ad altri istituti. Questo consente al Convitto Nazionale di Genova di non essere “smembrato” e ridefinire la propria offerta formativa.

prof. Oldino Cernoia
Presidente ANIES
Rettore del CN Cividale del Friuli

domenica 12 novembre 2006

Numeri e personale 2006


12/11/06
Francesco Chiaravalloti ha inviato alla redazione numerosi ed interessanti documenti, fra questi abbiamo selezionato una serie di dati sulla consistenza dei nostri istituti e sulla loro crescita. Anche questo materiale alimenta la riflessione in vista dell’ormai imminente convegno di Parma per il quale si annuncia un intervento introduttivo del Coordinatore.

Normativa


12/11/06
Lungi da noi la volontà di aprire su questo sito spazi di rassegna sindacale, per la quale ci sono ben più ampi e idonei siti, riportiamo la normativa essenziale di riferimento intorno alla quale ruotano le nostre Istituzioni.

venerdì 27 ottobre 2006

Covittarte Sport. Il progetto


27/10/06
NOTA INFORMATIVA

L’iniziativa che si vuole proporre ha già trovato in passato (a.s. 95/96), anche se in forma diversa, particolare riscontro nelle nostre Istituzioni; nel rivederne i contenuti si è voluta recuperare l’esigenza di conferire unitarietà all’azione formativa in esse svolta.
In particolare il Progetto si propone il raggiungimento delle seguenti finalità:
- offrire agli studenti particolari opportunità formative, nel presupposto che le Istituzioni Educative dispongono delle risorse necessarie per favorire lo sviluppo completo della personalità di coloro che sono ad esse affidati;
- favorire l’impegno progettuale ed operativo di tutte le componenti della istituzione, in particolare del personale educativo e dei docenti nell’ambito del P.F.I. (Progetto Formativo Integrato);
- stimolare lo scambio delle esperienze, facendo crescere nei giovani il sentimento di appartenenza alla propria istituzione e agevolando, al tempo stesso, il confronto non solo con altre analoghe, ma che va al di là delle identità nazionali.
Il progetto viene riproposto, per l’anno scolastico 2006/07 con alcune, necessarie varianti che tendono a potenziare i risultati già raggiunti e valorizzare *
Destinatari sono gli studenti delle prime e seconde classi della Scuola Secondaria di I grado; questa scelta, che può apparire penalizzante per gli studenti delle altre classi, è stata resa necessaria da ragioni di carattere organizzativo, logistico e di spesa, oltre che dall’esigenza di contenere l’iniziativa in limiti di tempo rigorosamente predeterminati.
Rispetto alla precedente edizione non è prevista la fase di scambio tra Convitti/Educandati, ma dei tornei eliminatori interregionali che si svolgeranno nei mesi di febbraio – marzo 2007 e serviranno a definire le squadre finaliste che parteciperanno ad una finale nazionale che si terrà nelle prime settimane di maggio.
Anche le attività artistico - sportive sono state ridotte ed in questa edizione vengono proposte il calcio a cinque (maschile o femminile o misto), la pallavolo (mista), la fotografia, il teatro e – novità assoluta – gli scacchi. Le suddette attività che verranno svolte, sia nella prima fase, sia nella successiva, non dovranno essere frutto di improvvisazione ma di una preventiva e puntuale programmazione, effettuata congiuntamente da docenti ed educatori e tenendo conto degli obiettivi formativi individuati collegialmente.
Il progetto tende a promuovere l’interazione tra le attività di studio e quelle artistiche e sportive in modo che vi sia una correlazione tra le une e le altre. Ad esempio, l’attività teatrale potrà riguardare l’epoca storica oggetto di studio, oppure l’opera di un autore che gli studenti sono chiamati ad approfondire, ovvero aspetti di vita contemporanea che riscuotono maggiormente l’interesse degli studenti, affrontati durante lo svolgimento dell’attività didattica.
Si richiama anche quanto scritto nel progetto del 1995/96 in merito agli arbitraggi e agli organi giudicanti le attività sportive ed artistiche, sottolineando che non potranno comprendere rappresentanti delle istituzioni educative interessate, onde evitare possibili inconvenienti. A tal fine, con una specifica, successiva circolare verranno inviati i regolamenti tecnici delle singole discipline, corredati - per le attività artistiche, delle griglie di valutazione, che potranno aiutare i suddetti organi nell’espletamento del loro compito.
Si ribadisce inoltre che – in relazione alle attività sportive – non sarà la sola prestazione agonistica a determinare la vittoria finale, ma anche il rispetto delle regole, la mancanza di sanzioni, il rispetto degli altri, la collaborazione con i compagni, l’accettazione serena delle decisioni dei giudici.
Questa nota, si precisa, è puramente informativa e, per poterla attualizzare, è necessaria l’adesione delle varie Istituzioni con un impegno formale del Rettore – Dirigente scolastico che oltre a sottoscrivere l’iscrizione attraverso un’apposita scheda, dovrà attestare che i partecipanti del proprio Istituto sono in regola con l’assicurazione e le certificazioni sanitarie.
Non si esclude, nel prossimo mese di settembre, un ulteriore incontro esplicativo degli interessati per dissipare qualsiasi dubbio e mettere a punto in maniera definitiva tutti gli aspetti che riguardano una così complessa ed articolata manifestazione.
A puro titolo esplicativo si riportano le sottostanti indicazioni.

FASI ESECUTIVE DEL PROGETTO
I confronti tra i vari Convitti ed Educandati si articoleranno in due fasi (interregionale e nazionale) organizzate da appositi Comitati organizzatori locali e nazionali allo scopo predisposti, con le modalità ed i termini stabiliti da successive circolari informative.

1 LA PRIMA FASE (eliminatoria) si svolgerà in due giorni nei primi mesi del 2007 in un’ Istituzione Educativa da individuare come polo organizzativo e avrà il fine di determinare i gruppi che accederanno alla fase finale.
Bozza programma di massima della prima fase :
Giovedì
Pomeriggio : arrivo e presentazione squadre partecipanti
Cena in Convitto
Sera (dopocena)
Rappresentazioni teatrali relative al concorso
Venerdì :
Mattino : ripresa delle attività
Fasi eliminatorie tornei di pallavolo e calcio a 5
Pranzo offerto dal Convitto ospitante
Pomeriggio :
Torneo di scacchi
Proseguimento tornei di pallavolo e calcio a 5
Realizzazione delle foto per il concorso
Cena in Convitto
Sera (dopocena)
Rappresentazioni teatrali relative al concorso
Sabato
Mattino
Finali tornei di calcio e pallavolo
Esposizione foto ammesse al concorso
Pranzo in Convitto
Pomeriggio
Pubblicazione classifiche finali e premiazione vincitori

2 LA SECONDA FASE (finale) si svolgerà in tre giornate nel mese di maggio, in sede da definirsi; interesserà i gruppi che hanno superato i confronti di quella precedente e si svilupperà attraverso le modalità operative individuate dal Comitato organizzatore che ne definirà le regole. Tale Comitato verrà formato dopo le fasi interregionali e ne faranno parte rappresentanti scelti tra le squadre sicuramente finaliste. Per ovvi motivi, il Convitto/Educandato che ospita la fase finale ha il diritto di far partecipare una propria squadra – da individuare tra quelle partecipanti ai vari tornei – che avrà così accesso diretto alla fase finale della manifestazione.
In seguito a tale evenienza si prospettano due ipotesi relative ai tornei di calcio a 5 e pallavolo :
ipotesi a) a otto squadre : due gironi da quattro all’italiana, semifinali incrociate e finali.
Ipotesi b) a nove squadre (nel caso in cui il Convitto ospitante la fase finale non vinca il suo girone) : tre gironi da tre all’italiana sia in semifinale che in finale.
In caso ci fossero meno di otto raggruppamenti, la commissione deciderà i criteri per ammettere altre squadre per arrivare alla finale a otto, scegliendole tra le più meritevoli tra le eliminate, secondo il criterio che riterrà più opportuno.
La Commissione comunicherà nel mese di marzo ad ogni singola Istituzione le modalità di partecipazione alla finale nazionale chiedendone riscontro favorevole.

In entrambi gli appuntamenti, nei momenti non dedicati ai confronti previsti dal Progetto, le istituzioni ospitanti organizzeranno visite alla città, a monumenti e musei unitamente a occasioni socializzanti.


PUNTEGGI
Ogni prova avrà i seguenti punteggi :
1° classificato : 50 punti.
2° classificato : 30 punti.
3° classificato : 20 punti
4° classificato : 10 punti
Sarà proclamato vincitore della fase interregionale il Convitto/Educandato che avrà ottenuto il punteggio più alto. I vincitori delle singole discipline parteciperanno alla fase nazionale.


TORNEI


Calcio a 5 (maschile o femminile o misto)

1. Ogni squadra è formata da sette elementi (cinque titolari più due riserve)
2. Età dei partecipanti: alunni con età anagrafica riferibile ad alunni di I e II media: può esserci un fuori quota di III media (maschio o femmina, con l’età anagrafica di III media).
3. Prima dell’incontro, l’Educatore deve presentare la distinta dei giocatori comprendente i cinque elementi titolari più due riserve, con le relative date di nascita e le classi frequentate.
4. Le partite si svolgeranno sul campo disponibile, indipendentemente dalle sue dimensioni.
5. Formula del torneo : all’italiana, con incontri di sola andata.
6. Durata delle partite : due tempi di 10 minuti, con 5 minuti di intervallo.
7. A tutti i giocatori indicati nella distinta deve essere data la possibilità di giocare e le sostituzioni sono libere.
8. Le partite saranno dirette da un arbitro indicato dal Comitato organizzatore.
9. In caso di parità tra più squadre, al termine del torneo varrà lo scontro diretto, la differenza reti e, in caso di ulteriore parità, vincerà la squadra più giovane.
10. Per quanto non espressamente contemplato nel presente regolamento, farà fede quello ufficiale della Federazione.





Pallavolo mista

1. Ogni squadra è formata da otto elementi ( sei titolari più due riserve).
2. Età dei partecipanti : alunni con età anagrafica riferibile ad alunni di I e II media : può esserci un fuori quota di III media (maschio o femmina, con l’età anagrafica di III media).
3. Prima dell’incontro, l’educatore deve presentare la distinta dei giocatori comprendente i sei elementi titolari più le due riserve, con le relative date di nascita e le classi frequentate.
4. In campo devono esserci obbligatoriamente almeno tre ragazze. A tutti i giocatori presenti in distinta deve essere data la possibilità di giocare.
5. Le partite si svolgeranno sul campo disponibile indipendentemente dalle sue dimensioni e dall’altezza della palestra. La rete può essere messa indicativamente a 2,24 m.
6. Formula del torneo all’italiana con incontri di sola andata.
7. Le partite saranno al meglio dei tre set.
8. Si arriva a 15 punti con il sistema federale rally point system (ogni azione punto senza cambio palla).
9. In caso di parità tra più squadre, al termine del torneo varrà lo scontro diretto, la differenza punti e, in caso di ulteriore parità vincerà la squadra più giovane.
10. Per quanto non espressamente contemplato nel presente regolamento, farà fede quello ufficiale della Federazione.







SCACCHI

1. Ogni Convitto / Educandato dovrà formare una squadra composta da quattro ragazzi /e più una eventuale riserva.
2. La formazione della squadra e l’ordine delle scacchiere saranno stabilite dal capitano non giocatore che dovrà dichiararli prima dell’inizio degli incontri.
3. La riserva, eventualmente entrerà in campo sempre in quarta scacchiera facendo scalare in avanti i compagni.
4. Durata degli incontri : 40 minuti. Se al termine del tempo previsto la partita non sarà terminata, sarà il giudice (individuato tra gli Educatori) a stabilire la vittoria.
5. La trascrizione delle mosse non è obbligatoria.
6. Formula del torneo all’italiana, con incontri di sola andata, in modo che ogni Istituzione Educativa incontri le altre.
7. Non sarà possibile sostituire un giocatore a partita in corso.
8. Alla fine di ogni incontro alla squadra che avrà ottenuto più punti verranno aggiudicati 2 punti squadra: in caso di parità verrà assegnato un punto squadra a ciascuna delle contendenti.
9. La classifica finale verrà determinata dalla somma dei punti squadra. In caso di parità verrà considerata la somma dei punti individuali ed in caso di ulteriore parità, il miglior risultato in I scacchiera, II scacchiera e così via.
10. Per quanto non espressamente contemplato nel presente regolamento, farà fede quello ufficiale della federazione.



FOTOGRAFIA

1. Il tema del concorso : “Il viaggio, i luoghi, i volti e le emozioni di “Convittarte – sport”
2. Partecipazione : tutti gli alunni delle squadre coinvolte nella manifestazione.
3. Materiale : macchina fotografica digitale, cellulare + cavetto USB, che dovranno essere in possesso dei partecipanti.
4. Svolgimento : dal momento della partenza dalla propria sede alle ore 12.00 del giorno successivo. Ciascun gruppo, prima delle ore 12.00 dovrà presentare, a proprio piacimento, cinque foto, scegliendole tra quelle scattate.
5. Valutazione : la funzione giudicante sarà svolta da un esperto in possesso di competenze professionali, che svolgerà tale compito utilizzando la “scheda di valutazione” allegata al presente regolamento.


Scheda di valutazione concorso di fotografia

- Originalità / scelta del soggetto
- Inquadratura
- Significatività
- Valori pittorici

* Per ciascuna delle voci su indicate potrà essere assegnato u punteggio da 1 a 10. La graduatoria finale verrà predisposta, per ciascuna attività, sommando i punteggi attribuiti per ogni singola voce. La somma dei punteggi relativi determinerà la classifica e, di conseguenza, il vincitore di questa sezione.

TEATRO

1. Ogni gruppo presenterà il proprio lavoro a tema libero.
2. Partecipazione : tutti gli alunni delle squadre coinvolte nella manifestazione.
3. Materiale : ciascun gruppo dovrà provvedere all’allestimento scenografico, ove previsto.
4. Svolgimento : il tempo massimo di esecuzione sarà di 30 minuti; non sono ammesse rappresentazioni individuali.
5. Valutazione : la funzione giudicante sarà svolta da una giuria di esperti in possesso di competenze professionali, che svolgerà tale compito utilizzando la “scheda di valutazione allegata al presente regolamento.


Scheda valutazione concorso di Teatro

- Originalità del testo presentato.
- Fedeltà al testo
- Abilità e sensibilità nell’interpretazione
- Dizione e conoscenza dei tempi teatrali.

* Per ciascuna delle voci su indicate potrà essere assegnato un punteggio da 1 a 10. La graduatoria finale verrà predisposta, per ciascuna attività sommando i punteggi attribuiti per ogni singola voce.
La somma dei punteggi relativi determinerà la classifica e, di conseguenza, il vincitore di questa sezione.

BANDO DI CONCORSO
PER LA REALIZZAZIONE DEL LOGO
DEL PROGETTO “CONVITTO – ARTE – SPORT 2007 “

Art. 1 – Per dare visibilità al Progetto “Convitto – Arte – Sport 2007 “, voluto e sponsorizzato dall’ANIES, è bandito un concorso per la realizzazione di un disegno da utilizzare come “logo” ufficiale della manifestazione.

Art. 2 – Il disegno del “logo” deve rappresentare graficamente e significativamente i principali motivi ispiratori del progetto: l’arte e lo sport come momenti di aggregazione, solidarietà ed amicizia tra gli studenti delle nostre Istituzioni.

Art. 3 – Al concorso possono partecipare gli alunni convittori, semiconvittori ed esterni delle Istituzioni Educative appartenenti alle classi del secondo ciclo della Scuola secondaria di primo grado. La partecipazione può essere singola o di gruppo.

Art. 4 – Gli elaborati (al massimo tre per ogni Istituzione Educativa) devono essere prodotti su carta o cartoncino ed avere le dimensioni di un foglio A/4, contrassegnati, sul retro, da un numero progressivo da 1 a 3 e recanti le generalità dell’autore o degli autori (se si tratta di un gruppo), nonché da un breve titolo o slogan d’accompagnamento . Debitamente corredati dell’apposita scheda allegata al bando, i lavori devono essere inviati al seguente indirizzo: Convitto Nazionale “Umberto I” – Concorso Convitto Arte – Sport , via Bligny 1 bis, 10122 Torino. Il termine ultimo per la presentazione degli elaborati è fissato al 15 novembre 2006.

Art. 5 – Gli elaborati pervenuti saranno esaminati da un’apposita Commissione giudicatrice, presieduta da un Rettore – Dirigente Scolastico e formata da un esperto esterno, un docente e due educatori esperti nel campo grafico – pittorico. I risultati saranno resi noti sul sito del Personale Educativo entro la prima settimana di dicembre ed i vincitori ne riceveranno comunicazione tramite lettera. Il giudizio della giuria è insindacabile ed inappellabile.

Art. 6 – Al vincitore del concorso spetterà una targa con la riproduzione del “logo” vincitore ed una dotazione di libri per la biblioteca di classe. Al secondo e terzo classificato saranno assegnati delle targhe celebrative. Nel caso di lavoro di gruppo, i premi verranno conferiti allo stesso nel suo insieme. A tutte le Istituzioni che invieranno elaborati, sarà comunque inviato un diploma di partecipazione.

Art. 7 – La premiazione dei vincitori avverrà in occasione della fase finale della manifestazione che si terrà nel maggio 2007.


Riportiamo il testo pubblicato l’11 ottobre 2006 nella Homepage del sito www.indire.it, che annuncia la nascita della nostra comunità virtuale.

La pagina originale la trovi qui.

Riferirsi a modelli formativi anglosassoni è sempre più di moda: complice la televisione, i Campus americani entrano nelle nostre case rappresentando nell'immaginario collettivo uno dei volti migliori dello scricchiolante sogno americano. Apriamo allora una finestra sulla consolidata e vivace realtà dei "Campus" italiani, non quelli universitari, bensì sui Convitti e sugli Educandati dello Stato ed in particolare sulla nascita della rete che li riunisce. L'associazione degli Istituti Educativi dello Stato, ANIES, attiva dal 2002, ha organizzato una serie di iniziative volte alla valorizzazione dell'identità di queste realtà tra le quali diversi corsi di formazione e aggiornamento a livello nazionale e regionale. Queste iniziative, rafforzando i legami antichi e creandone di nuovi, hanno determinato la nascita di una piattaforma tecnologica a sostegno della comunicazione, della progettualità e della socializzazione delle attività svolte attraverso lo sviluppo di dinamiche progettuali condivise in grado di valorizzare, nei rispettivi territori, la presenza delle Istituzioni Educative. La rete degli istituti educativi intende utilizzare le TIC per promuovere la dimensione europea dell'educazione, facendo perno sulle diverse iniziative progettuali di partenariato internazionale già in atto nei diversi istituti, sulla collaudata attitudine all'interazione fra le diverse figure presenti quali i docenti, gli educatori, i mediatori linguistici e culturali, gli psicologi e i pedagogisti, sulla struttura residenziale che si avvale di tecnici, cuochi, guardarobieri, infermieri e medici e naturalmente sugli allievi semiconvittori e convittori che provengono da tutto il mondo per frequentare le scuole italiane. Il sito risponde ad esigenze informative elencando gli educandati e i convitti e rendendo "linkabili" i siti di ognuno, informando sull'associazione e sui suoi organi statutari e presentando la redazione. Le sezioni operative consentono la condivisione progettuale nel "Bazar", la pubblicazione dei Piani dell'Offerta Formativa nella sezione "POF", mentre il "Diario" rappresenta il "Blog" della community. La "Comunicazione" e i "Link" infine sono due spazi destinati all'approfondimento utili a realizzare progettazioni "consapevoli"; nella sezione dedicata alla comunicazione è inoltre possibile conoscere gli strumenti che agevolano la relazione a distanza, indispensabile per la nascita e il consolidamento della rete. Questo spazio nel web intende definire un nuovo scenario internazionale, progettuale e innovativo per i convitti e gli educandati di stato, attraverso l'utilizzo creativo delle nuove tecnologie, secondo lo spirito autentico delle scuole dell'European Network of Innovative School.

Roberto Cazzanti - ED Udine

IV° Corso. Il programma.


Nei giorni 23 – 24 e 25 novembre p. v. si svolgerà a PARMA, presso il Convitto Nazionale “Maria Luigia”, il IV Corso di Formazione del Personale educativo. Al corso è gradita la presenza anche dei docenti e dei Rettori – Dirigenti Scolastici delle nostre Istituzioni. Data l’importanza del tema in discussione – “Educazione alla cittadinanza europea nelle Istituzioni Educative” – si è caldamente invitati a partecipare numerosi, notificando in tempi brevi, via fax, l’adesione ai colleghi del “Maria Luigia”, tramite l’apposito modulo allegato, comprensivo degli alberghi individuati, da contattare direttamente. Per motivi strettamente organizzativi e di ricezione alberghiera possono partecipare due Educatori per Istituzione Educativa, unitamente ad un docente ed al Rettore/Dirigente Scolastico. Si ricorda che le spese relative al viaggio ed al soggiorno sono a carico delle rispettive Amministrazioni di appartenenza dei partecipanti; il vitto sarà gentilmente offerto dal Convitto “Maria Luigia”.

Francesco Chiaravalloti - CN Torino


Scarica il programma.

martedì 12 settembre 2006

IV°Cordo di formazione per il Personale Educativo


Il IV Corso di Formazione del personale Educativo si svolgerà a Parma, presso il Convitto Nazionale “Maria Luigia” di Parma, dal 22 al 25 novembre p.v.. Tema del Corso: “ Educazione alla cittadinanza europea nelle Istituzioni Educative”. A breve seguirà il calendario completo del Corso, con modalità di partecipazione ed il programma delle relazioni.
Francesco Chiaravalloti

venerdì 16 giugno 2006

Scuola Arte Sport ? 16/6/06



Nel corso dei recenti incontri interregionali, ho provato a riproporre – su indicazione di alcuni Rettori – una riedizione, ridotta e “purgata”, del progetto “ Scuola – Arte – Sport ” che tanto entusiasmo aveva suscitato, a metà degli anni ’90, in quasi tutte le nostre Istituzioni Educative.
Molti colleghi ricordano ancora oggi quell’esperienza con grande entusiasmo e sarebbero pronti a ripeterla, anche se ci si accorge che i tempi sono cambiati, i finanziamenti mancano e l’impegno da sostenere (sia dal punto di vista organizzativo, sia realizzativo) è molto gravoso ed il timore di non essere all’altezza della situazione appare reale.
Comunque non bisogna arrendersi e vale la pena fare il tentativo di riscrivere il progetto, cambiando la struttura, riducendo le attività, accorciando i tempi e cercando soluzioni alternative all’ospitalità dei ragazzi. Per lavorare in tal senso, un gruppo ristretto di Educatori si troverà a Torino, ospiti del Convitto “Umberto I”, per lavorare attorno al vecchio progetto e cercare di redigerne uno nuovo, disponibile – almeno si spera – a partire dal prossimo anno scolastico, in modo tale da poter essere inserito nel nuovo “Piano dell’offerta formativa”.
Forse non riusciremo a ripetere quella grandiosa manifestazione conclusasi a Montecatini, ma, se ci mettiamo la tradizionale nostra buona volontà e l’impegno di cui siamo capaci, saremo in grado di preparare un progetto che – ne siamo convinti – riuscirà a coinvolgere i nostri ragazzi e far rivivere, attraverso lo sport e le varie attività proposte, momenti di sana aggregazione.
Naturalmente si accettano idee, proposte e qualsiasi suggerimento che sarà tenuto in debita considerazione ed opportunamente valutato dal gruppo che lavorerà a Torino: fateci pervenire i vostri contributi attraverso il nostro sito !
A tutti i colleghi gli auguri di buon lavoro per questa frenetica fine d’anno scolastico, in attesa delle meritate vacanze estive.
Francesco Chiaravalloti - CN Torino

Direttivo ANIES a Cividale


Nel recente incontro del direttivo dell’ANIES, tenutosi a Cividale il 26 maggio u. s., dopo aver tracciato un rapido bilancio sui seminari di aggiornamento, ho riportato i risultati degli incontri con il personale educativo, tenuti in varie parti d’Italia (Genova, Campobasso, Verona e Prato).

I seminari, voluti dall’Associazione e svolti a partire dal 2003, si sono rivelati fruttuosi non solo dal punto di vista della partecipazione, ma soprattutto per i contenuti formativi trattati, tesi a valorizzare e rendere visibile la professionalità del personale educativo, da molti poco considerato ma che, sfatando molti luoghi comuni, rappresenta oggi la componente più significativa delle Istituzioni Educative, svolgendo un ruolo determinante per la formazione dei ragazzi e per la mediazione tra la famiglia e la scuola.
Nel corso degli incontri interregionali ci siamo preoccupati di rivitalizzare il dibattito all’interno della nostra categoria, allargandolo ulteriormente alla visione delle numerose problematiche che ci coinvolgono. Sono state approfondite numerose tematiche relative ad una funzione dinamica e non statica della nostra funzione educativa, con la richiesta di miglioramenti funzionali, legati ad annose questioni che, oggi più che mai, aspettano una radicale – e si spera definitiva – soluzione.
Tra le tante richieste avanzate nei seminari e ribaditi anche a Palermo nell’ottobre scorso, una è stata sottoposta all’approvazione del Direttivo che, grazie alla sensibilità del presidente Cernoia e alla disponibilità organizzativa del rettore Burtulo, è stata resa possibile e subito operativa.
Mi riferisco alla creazione di un sito degli Educatori, strumento ritenuto oramai indispensabile alla nostra categoria per utilizzare appieno le disponibilità offerte dalle nuove tecnologie in campo informatico e multimediale e confermare la nostra professionalità. Nato da una spontanea esigenza di comunicare, migliorare le nostre capacità di interagire e discutere le nostre reciproche esperienze, è stato reso possibile grazie all’impegno e alla determinazione del collega Roberto Cazzanti dell’Educandato “Uccellis” di Udine.
Il sito deve valorizzare lo scambio delle nostre esperienze, sostenere la ricerca educativa e incentivare la cooperazione nel rispetto della specificità di ogni Istituzione Educativa. L’obiettivo è anche quello di adottare un approccio di rete per sottolineare le nostre differenze ed esaltare la nostra specificità formativa, in una logica collaborativa che stimoli la riflessione critica sulle linee guida che sostengono la riforma scolastica in atto (e che ci vede emarginati…), adeguandole alle reali esigenze dei nostri Istituti e alla soddisfazione delle necessità dei nostri ragazzi.
Per rispondere a queste esigenze, il sito deve essere gestito e curato dagli educatori con grande professionalità, richiedendo molto lavoro, costanza e volontà, senza le quali rischia di fare la fine di molte iniziative che, avviate con tanto entusiasmo, si sono miseramente arenate: questo rischio è stato ben evidenziato dal rettore Cernoia che, pur dimostrando grande fiducia verso di noi, ha voluto mettere in evidenza le difficoltà di gestire uno strumento che, se scarsamente frequentato, poco utilizzato e non arricchito dall’apporto di tutti, diventa controproducente ed un peso per l’Associazione.
Pertanto, in attesa che il sito venga registrato, rivolgo il mio personale invito a tutti i colleghi di supportare il sito con l’apporto di iniziative, attività, progetti, suggerimenti ed interventi mirati : tutti abbiamo qualcosa da dire e da comunicare e sul sito possiamo trovare lo spazio anche per far valere non solo i nostri interessi, ma soprattutto i nostri diritti. Dobbiamo proiettarci verso il futuro ed esserne protagonisti, dimostrando la nostra volontà di rinnovamento, sempre più aperti al “nuovo” che avanza e che vede le nostre Istituzioni, ben radicate sul territorio e rappresentative di un sistema formativo assai articolato e complesso, quali ideali punti di riferimento caratterizzati dalla molteplicità delle tipologie dell’offerta educativa.
Su altri aspetti – che di seguito vengono sinteticamente riportati – è stato chiesto il sostegno dell’Associazione che, pur riconoscendo la loro validità, ha dichiarato di non poter far nulla di concreto in merito, in quanto questioni legate al rinnovo dei contratti e, in alcuni casi, relative ad una carenza legislativa che deve essere affrontata e risolta nelle sedi appropriate.
All’attenzione dei rettori presenti al direttivo sono state comunque poste le seguenti questioni, che, se attuate, contribuirebbero ad una riqualificazione del profilo professionale del personale educativo quale elemento focale per la qualificazione ed una maggiore visibilità delle Istituzioni Educative.
Educatore di sostegno
Superati tanti pregiudizi e molte diffidenze, è stata ben accolta la scelta, lodevole e coraggiosa, di tanti nostri Rettori di inserire ragazzi diversamente abili per i quali la legge 104 del 1992 prevede la “…disponibilità di personale appositamente qualificato docente e non docente”. A questo proposito, però, nelle nostre Istituzioni si evidenziano carenze non solo strutturali, ma legate soprattutto all’assenza di personale specializzato che ne condiziona pesantemente la qualità del servizio. Il personale educativo, non avendo una preparazione adeguata (e d’altra parte non richiesta…) a seguire le varie patologie e a sostenere il percorso formativo dell’alunno diversamente abile, supplisce con la sola disponibilità e tanta buona volontà alla mancanza di questa riconosciuta e delicata specificità professionale. Sarebbe pertanto necessario specializzare gli Educatori con dei corsi specifici, rivolti esclusivamente a quelli attualmente in servizio e che garantiscano una permanenza in servizio per un congruo numero di anni (almeno un quinquennio).
La richiesta di analoghi corsi si fa più pressante per i Convitti per sordi dove sono quasi assenti gli educatori specializzati, pur essendo una condizione necessaria per la sopravvivenza di tali meritorie Istituzioni.
Formazione universitaria
Si ritiene opportuno rilanciare la formazione universitaria del personale educativo (anche di quello attualmente in servizio) ricorrendo ai nuovi percorsi – introdotti con il D. M. 270/2004 – che prevedono un primo anno di percorso comune e poi la possibilità di scegliere tra un percorso che conduce alla laurea triennale e uno “metodologico – formativo” che permetta di conseguire la laurea magistrale di durata quinquennale. La laurea dovrebbe essere obbligatoria per i nuovi assunti e facoltativa per chi è già in servizio, mentre il percorso ed il piano di studi (finalizzati alle Istituzioni Educative) dovrebbero essere concordati attraverso specifiche convenzioni con le Università.
Un altro indirizzo di studi ritenuto indispensabile potrebbe essere quello di “mediatore linguistico – culturale” che andrebbe incontro alle nuove esigenze di numerosi Convitti ed Educandati dove la presenza di alunni stranieri comincia ad essere consistente.
Il raggiungimento del diploma di laurea potrebbe inoltre favorire il raggiungimento del VII livello professionale, da molti colleghi richiesto per analogia con altri soggetti del comparto scuola.
Revisione degli OO. CC.
In previsione di una effettiva e reale revisione degli Organi Collegiali, se ne chiede l’effettiva partecipazione degli Educatori sia all’interno dei Collegi dei diversi ordini di scuola, sia in quelli deliberativi quali il Consiglio d’Istituto. Superata inoltre la fase sperimentale del Collegio degli Educatori, che dura oramai da molti anni, se ne chiede l’effettiva attuazione con una partecipazione attiva e non solamente dipendente dalla volontà di qualche Rettore..
Un discorso a parte merita il Consiglio di Amministrazione dove appare quanto meno anacronistica “l’assenza al suo interno di una rappresentanza del personale educativo, da sempre riconosciuto come elemento che contraddistingue tali istituti e ossatura dell’impianto organizzativo e formativo”. Si ritiene pertanto che a questo importante organo di gestione possano partecipare, assieme agli altri componenti dell’ Istituzione, anche gli Educatori.
Accesso alla carriera
Si chiede la reintroduzione della figura del Vice Rettore o, in alternativa, un sensibile riadattamento ed una precisa definizione dell’attuale figura del Collaboratore Vicario, prevista dalla normativa vigente. A tale figura devono essere attribuiti dei riconoscimenti giuridici valutabili ai fini della progressione di carriera e per l’accesso privilegiato ai corsi/concorsi per Rettori – Dirigenti Scolastici.
“Scuola – Arte – Sport “
Della possibile attuazione del progetto “Scuola – Arte –Sport “ se ne parla diffusamente in altra pagina.
Certamente, non tutte le richieste avanzate potranno avere una soluzione immediata, in quanto tema di trattative, magari lunghe e laboriose, con i sindacati e le forze politiche che in questo momento di non facile transizione si presentano difficilmente identificabili : da parte nostra ci sarà l’impegno di perseguire tutte le strade per cercare di dare risposte concrete e, speriamo, definitive per la ridefinizione del nostro ruolo professionale.
Francesco Chiaravalloti - CN Torino